
La fama e le qualità del “Fagiolo di Sorana” sono storicamente confermate da illustri personaggi che ne sono rimasti sedotti. Edmondo de Amicis che nelle sue “Cronache dall’Oriente” giura di averli trovati esposti al mercato di Costantinopoli; Gioacchino Rossini che, annota il canonico Nucci, - passando le acque a Montecatini - a correzione di alcune partiture musicali al collega pesciatino tale Naldi pretese un compenso in fagioli di Sorana; Giuseppe Verdi, pure lui assiduo frequentatore della vicina cittadina termale, ne decantò le lodi a più riprese; Giuseppe Giusti si faceva spedire annualmente i preziosi legumi, ma con la precisa raccomandazione di accertarsi che fossero “quei legittimi ”. Più recentemente, la principessa Margaret era solita degustarli estasiata al ristorante San Quintino di Londra, cucinati dallo chef pesciatino Guglielmo Parlanti e Amalia Rogriguez volle visitare i luoghi dove nascevano i fagioli tanto amati da Re Leopoldo del Portogallo. Ma come dimenticare Indro Montanelli, che ne tessè una sperticata lode sulle colonne del Corriere della Sera e mantenne costante per tutta la vita un rapporto privilegiato con questo prodotto e col suo territorio.
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